Scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Ambientazione: sono seduta al tavolo esterno della piadineria in cui ho deciso di pranzare.
Pregresso: al mio arrivo al locale una “famigliola felice” ha già preso posto: una coppia sui 45 anni, la loro figlia ed una donna anziana, che io presumo essere la madre della 45enne . Stile “mignolo alzato”, non so se rendo l’idea. Guardandomi nel mio comodo abbigliamento composto da pinocchietto in tessuto e canotta, mi hanno lanciato uno sguardo misto tra disappunto e disgusto per poi condividerne tra loro uno di chiara disapprovazione.
Situazione: sto attendendo, leggendo, la mia ordinazione; loro si sono attardati nel peregrinaggio in bagno. Arriva al loro tavolo il cameriere e la nonna se ne esce, volendo cambiare un ingrediente della piadina scelta: “… se io vorrei …”.
Non so cosa volesse, a questo punto ho avuto un mancamento.
Caratterialmente: avrei voluto alzarmi e gridare “… signora: se io volessi , SE-IO-VOLESSI!!!”. Risedendomi con classe.
Cosa mi ha insegnato mia madre: “sii educata e non far pesare agli altri gli errori che fanno”.
Cosa ho fatto in realtà: con un tono di voce udibile solamente da loro, che mi erano vicini: “ Per piacere, salviamo il congiuntivo: se io volessi”. Pensando, solamente pensando, che è intollerabile posizionarsi su un gradino superiore agli altri, considerando che nessuno è immune da errori.

Va bene mà, probabilmente mi sarei potuta trattenere completamente, ma proprio non ce l’ho fatta …
Scagli la prima pietra chi è senza peccato.

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