KINDLE o non KINDLE?

Lo ammetto, la prima volta che mi hanno parlato del Kindle è stato un momento un po’ imbarazzante. Un conoscente se ne esce con un  entusiastico “Mi è arrivato il kindle che ho ordinato da regalare a mia moglie per Natale!”. Mia reazione:

– Auto-domanda mentale: “CHE COS’E’?”
Faccia interessata abbinata alla frase: “Ah, ma và?!!?”
– Il mio cervello abbina il termine sconosciuto con il vocabolo che, a livello di assonanza, è presente in memoria… nella mia testa compare il famosissimo uovo di cioccolata con la sorpresa all’interno

(Chiedo scusa agli amanti del kindle)

Il mio interlocutore tira fuori e mi mostra il fantomatico oggetto…

Kindle

SONO SALVA! La mia ignoranza rimane celata.

Poverino, lui sa che mi piace leggere e pensa di avere di fronte un’amante degli e-reader.
Invece no…
Quante discussioni con mia sorella! Lei li apprezza, li trova geniali, soprattutto negli innumerevoli viaggi in treno che deve fare, essendo una pendolare.
Ma a me non attira…a me piace andare in libreria, “perdermi” tra gli scaffali, tra le splendide copertine, iniziare la ricerca di un libro e poi, magari, uscire dal negozio con un altro titolo che, fino a qualche minuto prima, non sapevo neppure esistesse. Mi piace osservare gli altri frequentatori della libreria; si capiscono molte cose da come una persona si approccia ad un libro, come lo afferra, lo tiene in mano, lo sfoglia…io adoro annusare i libri nuovi (ovviamente evito di farlo davanti a testimoni ), anche se mi piace di più il profumo delle riviste nuove.
Il rapporto con un libro è proprio come una storia d’amore: inizia con il corteggiamento e solo se l’approccio va bene la relazione procede e lo si compra. Poi lo si porta a casa, lo si mette nella propria libreria e, per la disposizione dei “piccoli” di casa, ognuno ha il proprio metodo: in ordine alfabetico per titolo oppure per autore, in ordine cronologico, per misura, colore e via discorrendo. E’ un vero e proprio rituale (secondo me la libreria “fa casa”, credo che la renda più accogliente)

 

libreria-e-comfort

 

E fin qui non ho affrontato la lettura neppure di una parola del libro (…eventualmente solo la trama). Poi si arriva alla lettura e, se il rapporto è veramente appagante, è facile che si rilegga il libro più volte e lo si “presenta” ad amici e parenti prestandolo [e minacciando ripercussioni in caso di mancata riconsegna ;o)]

E’ vero che un libro è ciò che narra, ma relegarlo ad un semplice file di testo mi sembra riduttivo.

Pare che mia sorella abbia accettato la nostra divergenza di opinioni, ma questo ragazzo non riusciva a capacitarsene e, ad ogni mia obiezione, rispondeva ancora più entusiasta.

Per molto tempo per me gli e-reader erano un’entità astratta, con la quale confrontarmi ogni tanto con mia sorella, ma nulla di più. Invece, adesso, il kindle è per me lo stereotipo di questa tecnologia [sono consapevole di essere saltata a piè pari all’interno di una sineddoche…sante lezioni di italiano del liceo ;o)]. Questo perché, solo una decina di giorni dopo il dialogo con Mr. “Mi è arrivato il kindle”, la mia più cara amica (avete presente chi intendo dire, vero? E’ quell’unica persona che, pur conoscendo pressoché tutto di me, è ancora e rimarrà sempre al mio fianco. Potrebbe farle concorrenza solamente mia madre, con la differenza che mia madre non conosce tutte le minchiate che ho fatto), mentre parlavamo del mio progetto di acquistare una nuova libreria o delle mensole (il procedimento alla “ tetris” nell’attuale libreria di casa ha saturato quasi tutti gli spazi liberi), se ne esce con “A Natale, ho regalato a mia sorella un kindle” e via con lo snocciolarmi tutti i pregi del prodotto. Al che:
– Auto-domanda mentale: “DI NUOVO?” abbinata Ad una faccia perplessa
– Sul mio viso compare un sorriso perché questa volta so subito di cosa stiamo parlando e posso controbattere…le caratteristiche del kindle le conosco anch’io!

E ne parliamo nel modo in cui ci riesce meglio, con ironia condita da risate.

Probabilmente lei comprerà un kindel anche a suo padre, mentre io continuerò ad implementare la mia biblioteca , ma solo dopo averla trascinata con me ad acquistarne una nuova oppure delle mensole.

I libri arricchiscono con le parole, creano spunti di confronto e creano occasioni da vivere insieme.

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