“Vite di donne” Su Tong

Vite di donne

“Anche “Vite di donne” è legato al passato. Comprende due novelle che scandiscono un diverso passo del tempo: uno diacronico, cronologico e progressivo, Vite di donne, e uno sincronico, fisso e parallelo, Altre vite di donne.
Vite di donne racconta tre generazioni che si susseguono in un’abitazione situata sopra uno studio fotografico, passando attraverso tre fasi storiche fondamentali della Cina: dalla Shanghai prerivoluzionaria alla Rivoluzione culturale fino all’epoca delle riforme. Madri e figlie si passano il testimone di esistenze amare, fatte di gelosia reciproca, fallimento, malattia mentale, morte e abiezione. Xian debutta come attrice nella scintillante Shanghai degli anni Trenta, ma i suoi sogni finiscono con l’invasione giapponese; sua figlia Zhi, prodotto della nuova società, si ammala di depressione quando scopre di non poter avere figli; Xiao, la figlia adottiva, con un carattere forte e accentratore, manderà la madre in manicomio e tenterà di uccidere il marito. La cattiveria passa di madre in figlia, le madri fanno pagare alle figlie la propria infelicità, o perchè hanno rovinato la loro vita, o perché troppo spaventate per potersi dedicare a loro.” (p.129 e 130 – dalla postfazione di Maria Rita Masci)
La Masci definisce come novella sia “Vite di donne” sia “Altre vite di donne”. In realtà la prima è suddivisa in tre “mini storie”, ognuna delle quali ha come protagonista una donna e la sua storia, nella quale vi è la costante della nascita di una figlia, la quale è la protagonista della storia successiva. E’ vero che le tre storie sono ricollegate tra loro, è vero anche che l’ambientazione è unica per tutte e tre le narrazioni, ma tale scelta stilistica non mi èpiaciuta molto in quanto non mi ha permesso di inquadrare appieno nessuno dei personaggi, non concedendomi pertanto neppure di affezionarmi a loro. Questa parte del libro non mi ha particolarmente entusiasmata.

Shanghai
Shanghai

“Vite parallele si svolgono invece in Altre vite di donne: in una fabbrica di soia espropriata dopo la rivoluzione, due sorelle zitelle, le ex padrone, abitano l’appartamento al primo piano, mentre al piano terra tre commesse animano lo spaccio della fabbrica. Il tempo del primo piano si è fermato alla prima rivoluzione, mentre al piano di sotto ferve l’animazione del presente. Le sorelle vivono isolate dal mondo e in simbiosi quasi totale. Le commesse invece sono immerse nella complessità e nei guai del quotidiano, sono litigiose, sospettose e dispettose. Nel momento in cui i due mondi , passato e preseente, entrano in comunicazione, la tragedia si annuncia e travolgerà tanto chi abita sopra che chi lavora sotto.” (p.130 – dalla postfazione di Maria Rita Masci)
“Altre vite di donne”, invece, mi ha permesso di entrare nella storia, di comprenderne  le dinamiche, di simpatizzare per un personaggio piuttosto che un altro. Tutto condito dalla possibilità di avvicinarmi con maggior chiarezza ad una cultura differente dalla mia.

Su-Tong
Su Tong

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La rinascita

Smarrimento, speranza, sofferenza, pazienza, in taluni casi perdita, ma in tantissimi altri recupero ed anche, con grande impegno, rinascita.
Ci sono luoghi che richiamano in noi emozioni contrastanti.
All’inizio del percorso non sai dove ti porterà la tua strada, puoi solo affrontare con consapevolezza e caparbietà gli ostacoli che ti sbarreranno il cammino. Devi anche pensare a prepararti bene ad effettuare la scelta giusta ad ogni bivio.

Metro piazza Carducci 1

Poi, una mattina, terminata la fisioterapia, i dolori ti permettono di guardare leggermente più alto rispetto alla tua testa e ti rendi conto che la natura sta rinascenedo insieme a te, con un sereno lilla, che ti piace tanto.

Metro piazza Carducci 2

A questo punto ti rendi conto che nessun posto è buono o cattivo, sei tu a fornirgli una qualità umana che di per sè non ha.
Sei tu a cambiare e nel cambiamento puoi percepire o meno la bellezza che ti circonda.
Buona rinascita (…e primavera) a tutti.

L’importanza delle relazioni e l’empatia che vien da sè

Come vi ho già raccontato, mi piace molto girare per Torino con i mezzi pubblici o a piedi: mi permette di avere una percezione più “umana” della realtà che mi circonda. E preferisco muovermi così anche quando sono lontana dalla mia romantica città.
Se sono da sola, viaggio con la fantasia seguendo stralci di conversazioni “rubate” ai passanti o grazie a ciò che osservo.
Se sono in compagnia, beh … è splendido poter passeggiare e chiaccherare con una buona amica: anche se si è stanche, anche se il fisico sembra volersi solo riposare; perchè l’anima ha bisogno di essere sfamata e, nel confronto e nella condivisione con chi ci è vicino, non possiamo far altro che crescere.
Questo fine settimana sono stata fuori Torino ed ho potuto condividere degli splendidi momenti con un’Amica (sì, con la “A” maiuscola!) che frequento poco perchè geograficamente lontane. So però che lei c’è, perchè me lo ha dimostrato in diverse circostanze e nel migliore dei modi: senza che le chiedessi nulla e sapendomi spronare quel tanto che basta per incitarmi, ma senza essere invadente.

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Camminando insieme a lei mi è caduto l’occhio su altre tipologie di relazioni e mi son resa conto che non importa se si hanno le piume o i peli, se si cammina a 4 o a 2 “zampe”, l’importante è capirsi.
L’importante è essere vicini, alla pari… fisicamente e mentalmente. Anche nelle proprie fragilità.

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PS: Ma quant’è grande questo bel cagnone?!?!?

“L’eretico” Carlo A. Martigli

“6.  I comandamenti di ogni divinità, da oriente a occidente, contengono gli stessi princìpi e le stesse parole di amore, di libertà, di uguaglianza e di giustizia. I potenti e i tiranni hanno invece costruito un Dio a loro immagine e somiglianza , giudicatore e sterminatore, incline alla vendetta, pronto all’omicidio, disponibile al perdono soltanto a fronte dell’annientamento di chi ha commesso un errore. Questi uomini hanno bestemmiato il suo nome, e dovranno tremare se alla fine della loro vita la loro anima sarà pesata secondo il criterio di giudizio che gli hanno attribuito” (p. 481)

L'eretico

Ambientata tra Italia ed Istambul, inizialmente la narrazione risulta un pò lenta. Proseguendo però nella lettura ci si trova proiettati nella realtà di fine 1400, scoprendo che molte lotte del passato sono ancora presenti oggi, in un’eterna lotta tra bene e male.
La brama di potere può infervorare l’animo anche degli uomini di Chiesa che, troppo spesso, antepongono i propri interessi al bene comune.

“Risposte … già. Ma pensa a quanto sono belle le domande. Esse si aprono al cielo e schiudono l’animo, mentre le risposte tagliano loro la testa. Non è più bello aprire una porta invece che chiuderla?” (P.40)

“Il Treno per la Felicità”

Il treno per la felicità

I ragazzi di Aladino sono persone speciali.
Essere affetti da patologie psichiatriche medio/lievi è un valore aggiunto, non un ostacolo. Purtroppo, per miei motivi di salute, mi sono presa un periodo sabbatico, ma essere volontaria nel loro laboratorio teatrale è un onore, non una fatica. Molte volte, alla sera, dopo una lunghissima giornata lavorativa sarei andata direttamente a letto a riposarmi ed invece non mi fermavo a casa, ma tiravo dritta in sede per le prove. A voi potrebbe sembrare strano, ma, terminate le due ore di lavoro con loro, mi sono sempre sentita rigenerata anzichè più stanca.
Semplicemente LI ADORO e loro contraccambiano l’affetto che provo e dimostro loro con gli interessi .

Il 22 Aprile alle ore 18,00 saremo in scena al Teatro Sant’Anna di Torino con il nuovo spettacolo: “Il treno per la felicità”. Il testo è nato da spunti scaturiti dal lavoro con i ragazzi ed è stato interamente scritto da noi volontari. Totalmente autoprodotto con entusiasmo e divertimento. L’ingresso è ad offerta libera.

Venite a vederci, siamo veramente bravissimi!

“Cit Turin, non solo Liberty” Passeggiata urbana alla scoperta di un angolo di Torino

2018-03-25 16.14.54 B

Nuovo appuntamento, per domani Venerdì 6 Aprile alle ore 15,30, per “CIT TURIN, NON SOLO LIBERTY” Passeggiata urbana alla scoperta di un angolo di Torino.
Io ho vi ho partecipato una decina di giorni fa e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla preparazione di Alessandra Masino, la guida che ci ha accompagnato durante la “passeggiata urbana”. Ci sono molti aspetti da “toccare” e luoghi da vedere e la visita ha una durata di circa 2 ore e mezza, pertanto considerate questa tempistica per eventuali altri impegni che avete.
Considerando il costo di 7 euro, il rapporto qualità / prezzo è molto valido. Cercate solamente di non rimanere troppo indietro, altrimenti rischiate di perdere alcuni dei racconti che la Alessandra elargisce. Considerando che ci si muove in gruppo e che le vie di Torino non sono acusticamente perfette per ascoltare un cicerone, questo è un aspetto da non sottovalutare.
Dal momento che l’appuntamento verrà confermato esclusivamente al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, dovete prenotarvi ai seguenti contatti: info@naturalmenteinvacanza.it – 3475959138.
I 7 euro sono da versare al momento dell’appuntamento, prima della partenza.


Alessandra si occupa anche di guide naturalistiche. Cercherò di tenervi aggiornati sui vari itinerari oragnizzati da AL.MA. Turismo Ambiente; vi consiglio comunque di visitare periodicamente anche i suoi siti:
www.naturalmenteinvacanza.itwww.torinoconlaguida.it
Buona passeggiata a tutti!!

2018-03-25 17.22.00 B

“Frank Horvat. Storia di un fotografo” – Palazzo Chiablese, Musei reali Torino

Frank Horvat

La mostra, ben strutturata ed organizzata, si snoda considerando le chiavi di lettura che lo stesso Horvat ha elaborato sulle proprie opere, dopo un’attenta riflessione sulle diversità che spesso le caratterizzano. Alcune delle suddette chiavi sono: uno, due, tanti, il voyeurismo nei fotografi, le metafore…. Alcune delle quali non avevo neppure valutato per l’osservazione di opere d’arte, anche se in fotografia. Come sempre mi accade, quindi, sono uscita dalla mostra con un arricchimento che superava anche le mie stesse aspettative.

Frank Horvat 2

Sono molto affascinata dalle mostre fotografiche, forse perchè la mia capacità di “cogliere il momento giusto” per immortalare delle immagini suggestive è ridotta. Rimango pertanto affascinata da chi ha questa dote ed ammetto che, fino ad ora, non sono mai rimasta delusa da alcuna mostra fotografica visitata.
Avete tempo fino al 20 Maggio per poter visitare la mostra presso Palazzo Chiablese, il quale affaccia sulla Piazzetta Reale ed è all’interno del mrt – Musei reali Torino.