“Donne che amano troppo” Robin Norwood

“Vittima dell’amore, vedo un cuore spezzato. Hai una storia da raccontare.
Vittima dell’amore: è una parte così facile e tu sai recitarla così bene.
… Credo che tu sappia cosa intendo. Stai camminando sul filo fra dolore e desiderio, in cerca di amore”
Victim of Love

Donne che amano troppo

Un amico, vedendomi leggere “Donne che amano troppo”, ha iniziato a domandarmi: “Tu che leggi così tanti libri sulle donne…” ed io l’ho interrotto quasi subito perchè ho avuto l’impressione che la sua domanda stesse andando su un filone femminista. Le problematiche femminili mi stanno a cuore, è indubbio, ma le mie letture non sono monotematiche e, soprattutto, non è questo il caso. Ho quindi cercato di fargli capire che “Donne che amano troppo” non è un libro di propaganda sull’abilità amatoriale delle donne,  ma di denuncia e di aiutoaiuto di uno stato patologico che colpisce principalmente le donne, da qui il titolo. Maschi e femmine sono palesemente differenti, sia fisicamente che nel modo in cui vengono socialmente allevati e questo comporta anche  differenti tipologie di reazione alle situazioni (…e mi trattengo dal pippone ienerente la necessità di parità di diritti a parità di meriti,  perchè non è questo lo scopo del mio post).
Robin Norwood ha pubblicato per la prima volta il libro nel 1985 e sono seguite diverse altre pubblicazioni, con milioni di libri venduti: un vero successo editoriale. Nella postfazione la scrittrice  ammette che in questo trentennio sono stati fatti passi avanti nella diagnosi di “donne che amano troppo”, ma che si è ancora lontani da una vera e propria cura. L’accettazione di un problema è il primo passo verso la sua risoluzione, non ne è la cura.
E’ un libro illuminante che tutti dovrebbero leggere perchè, anche se non si è la persona con il comportamento morboso, ne si conosce almeno una, magari in famiglia, volendo capire come aiutarla.

PS: Per non dimenticare lo scopo principe del mio blog: il costo del libro nuovo è di 9,50€, ma è possibile trovarlo a 8,08€ su Amazon, a 8,07€ sul sito della Feltrinelli oppure tra i 4 ed i 5€ usato presso, ad esempio, Il Libraccio.
Oppure fate come ho fatto io, prendetelo in prestito in biblioteca a costo zero 😉

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“Women in Bali” al MAO di Torino

women-in-bali-2017
MAO – Museo di Arte Orientale
Via San Domenico 11, Torino
Dal 22 Luglio 2017 al 10 Settembre 2017
Biglietto intero: 10 € – Biglietto ridotto: 8 €
Gratuito con Abbonamento Musei e sicuramente fino ai 12 anni.

Le mostre fotografiche mi appassionano, sono un viaggio condiviso tra me ed il fotografo.
Osserva, si emoziona, fotografa ed emoziona me.
Provo anche una sana invidia per come riesce ad immortalare egregiamente ciò che vede, dando alla realtà una seconda vita con le sue foto. A me non riesce così bene, se non per sbaglio. Lo so, se sto guardando una mostra , si presume che le abilità dell’artista siano superiori alla media, ma temo che le mie ne siano al di sotto. Ma il mio ego non ne risulta intaccato, non possiamo essere tutti abili in tutto. Mi sento anzi motivata ad impegnarmi in ciò in cui posso riuscire, puntando ad emozionare come lo sono io in questo momento.
Un “viaggio fotografico” che vi consiglio di cuore è “Women in Bali”, così descritto nel comunicato stampa presente su guidatorino.com : Bruna Rotunno racconta l’universo femminile e la potenza creatrice della natura, nell’isola dove l’acqua è ancora venerata come sacra origine della vita e come elemento di purificazione.”
Colori, donne e natura che coabitano in armonia, sguardi dolci ed anche pieni di orgoglio.

 

“Perché non lo portate a Lourdes?” Lorenzo Amurri

Perchè non lo portate a Lourdes

Nel libro si definisce laico e semiateo, questo gli ha concesso un occhio obiettivo e critico nella narrazione del suo pellegrinaggio a Loudes, che altrimenti non avrebbe potuto avere. Ironico, realistico e fortemente umano perché le persone, con le loro storie, sono uno dei pilastri portanti della narrazione.

“Solo ora mi rendo conto di non aver colto la verità nascosta dietro le storie che mi è capitato di ascoltare. Forse nessuno crede davvero che possa accadere un miracolo, neanche chi possiede la fede, ma tutti, anche se non lo diranno mai apertamente, sono qui per questo. Ognuno nutre la speranza che sia lui il prescelto, e se succede ad un altro, la prima reazione non può che essere l’invidia. Anch’io, nell’immersione in acqua, devo ammettere di aver avuto una flebile luce di speranza accesa dentro. Nel mio caso, quasi una sfida: se davvero esisti, fammi vedere di cosa sei capace. Credo sia un desiderio talmente intimo e profondo, che si provi vergogna a raccontarlo, come un amore inconfessabile”. [pagg. 167-168]

“SIRENA mezzo pesante in movimento” Barbara Garlaschelli

Sirena Garlaschelli

Salani Editore, 10 euro

Scatta il confronto, per lo meno iniziale, con “Apnea” di Lorenzo Amurri, recensito due settimane fa: Barbara e Lorenzo, entrambi con una lesione midollare all’altezza della 5° vertebra cervicale, entrambi tetraplegici a causa di un trauma. Ma Barbara non è Lorenzo e “SIRENA mezzo pesante in movimento” permette di aggiungere un tassello nella conoscenza di un mondo che i “normodotati” possono solamente immaginare, troppo spesso sbagliando.

“”Dovete considerarvi persone normali, sta dicendo il dottore. E’ strabico, e capisci che detto da una persona come lui la cosa fa ridere. Normali. Pensi che hai sempre detestato questa parola e non capisci per quali motivi la dovresti indossare ora, ora che la distinzione dagli altri si afferma visibilmente. Non è normale aggirarsi per il mondo su due ruote grandi e due piccole, e allora perché tentare una lotta che sarebbe perdente per affermare un valore di normalità che non ti è mai appartenuto?
Sei su una sedia a rotelle e ciò ti rende diversa dalla maggior parte delle persone. Ciò che comprendi con assoluta e potente lucidità è che questa diversità deve diventare la tua forza.” (4° pagina di copertina)