“Women in Bali” al MAO di Torino

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MAO – Museo di Arte Orientale
Via San Domenico 11, Torino
Dal 22 Luglio 2017 al 10 Settembre 2017
Biglietto intero: 10 € – Biglietto ridotto: 8 €
Gratuito con Abbonamento Musei e sicuramente fino ai 12 anni.

Le mostre fotografiche mi appassionano, sono un viaggio condiviso tra me ed il fotografo.
Osserva, si emoziona, fotografa ed emoziona me.
Provo anche una sana invidia per come riesce ad immortalare egregiamente ciò che vede, dando alla realtà una seconda vita con le sue foto. A me non riesce così bene, se non per sbaglio. Lo so, se sto guardando una mostra , si presume che le abilità dell’artista siano superiori alla media, ma temo che le mie ne siano al di sotto. Ma il mio ego non ne risulta intaccato, non possiamo essere tutti abili in tutto. Mi sento anzi motivata ad impegnarmi in ciò in cui posso riuscire, puntando ad emozionare come lo sono io in questo momento.
Un “viaggio fotografico” che vi consiglio di cuore è “Women in Bali”, così descritto nel comunicato stampa presente su guidatorino.com : Bruna Rotunno racconta l’universo femminile e la potenza creatrice della natura, nell’isola dove l’acqua è ancora venerata come sacra origine della vita e come elemento di purificazione.”
Colori, donne e natura che coabitano in armonia, sguardi dolci ed anche pieni di orgoglio.

 

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“Lady Diana. Uno spirito libero” a La reggia di Venaria

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Dall’8 luglio 2017 al 28 gennaio 2018 – Reggia di Venaria, Sale dei Paggi

La bellezza dell’avere l’abbonamento musei è la possibilità di trovarsi in prossimità di un museo in abbonamento e decidere, pur non avendolo programmato, di entrarvi senza avere un soldo in tasca.
Così è successo per la mostra dedicata a Lady Diana a La Reggia di Venaria. Lo ammetto, non credo ci sarei andata apposta ma, come per ogni allestimento che ho visitato, sono uscita dalla mostra più ricca di quanto sono entrata: aneddoti che non ricordavo, informazioni che ignoravo.
Questa è la vita, imparare qualcosa di nuovo ogni giorno.

“Paesaggi” Franco Fontana – Mostra fotografica

Franco Fontana

Palazzo Madama – Torino
Dal 13 Luglio al 23 Ottobre 2017
Intero 8 € – Ridotto 5€ – Gratuito minori di 6 anni, Abb. Musei Torino e Piemonte card

Una nuova mostra fotografica, un nuovo artista scoperto per caso, grazie alla mia curiosità verso ciò che non conosco, anche nell’offerta museale.
Foto di paesaggi, in cui l’ambientazione è secondaria rispetto ai colori ed a ciò che essi evocano.
La vita a colori, i colori della vita.
Dobbiamo ricordare di continuare ad osservare ciò che ci circonda, riuscendo ancora ad affascinarci per ciò che osserviamo.
Sempre a cuore aperto.

Mirò a Torino dal 4 Ottobre 2017 al 14 Gennaio 2018 a Palazzo Chiablese

Sono un pò sconfortata e perplessa dalla piega che sta prendendo Torino dopo gli eventi di Giugno in Piazza San Carlo. Forse, però, non tutto è perduto…

Condivido quindi il comunicato, esattamente come l’ho letto sulla pagina Facebook di Federagit Piemonte

“È in arrivo a TORINO la mostra Miró! Sogno e colore.
Dal 4 ottobre al 14 gennaio 2018 a Palazzo Chiablese sarà aperta al pubblico la grande esposizione dedicata a uno dei massimi interpreti del Novecento. Scopritelo attraverso le nostre viste guidate. Vi aspettiamo tutti i fine settimana: il sabato alle 15 e alle 17 e la domenica alle 10 e alle 12. Il costo della visita guidata e’ di € 6 escluso il biglietto d’ingresso. Non avete nemmeno bisogno di prenotare.
Arthemisia”

Mirò a Torino

In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra – Mostra fotografica

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Biglietto mostra: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Ingresso gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei

Parita’ di diritti e diversità di genere.
L’uomo e la donna sono anatomicamente diversi, e’ chiaro, ma questa diversita’ non deve trasformarsi in un alibi per precludere le stesse opportunita’ a parita’ di merito. Tale imput viene pero’ strumentalizzato e utilizzato in modo provocatorio da alcuni , troppi, uomini che scandiscono la frase coult “Hai voluto la parita’? Ora arrangiati”, che assume un sentore minaccioso ed e’ utile per defilarsi da situazioni critiche.
Io, comunque, insisto nella mia, ritengo legittima, “pretesa” : “Parita’ di diritti a parita’ di meriti”
E’ semplice: nessuno negherebbe un aiuto ad una persona non sufficentemente alta a raggiungere un oggetto altrimenti inacessibile se non con l’ausilio dei giusti strumenti. (Diversità fisica)
Similmente pero’, se ci serve una traduzione ben fatta , ci affidiamo al miglior traduttore sul mercato, indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiche e genetiche. (parità di diritti)
Sono donna, sono fermamente convinta che ci debba essere parita’ di opportunità tra sessi e aborro la guerra e la violenza in genere.
Con questo spirito mi sono avvicinata alla mostra fotografica “In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra” esposta a Palazzo Madama, prorogata fino al 16 Gennaio 2017.
Una catena di riflessioni, supportate anche dalla lettura dell’ottimo libro di Michela Murgia “Ave Mary” (di cui presto vi parlero’)stimolano la mia sensibilita’ di donna emancipata e purtroppo conseguentemente discriminata, occupando i miei pensieri.
La mostra espone i lavori di 14 donne fotoreporter, 14 storie diverse, 14 modi di fotografare e narrare la guerra, in una visione geografica e ancora piu’ intensamente umana.

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Camille Lepage, nata nel 1988 e morta , sul campo, il 12 Maggio 2014 all’eta’ di 26 anni: e’ sua una delle foto che mi ha più colpito. In primo piano il profilo di una giovane donna africana: il colore della pelle forte e vitale si armonizza all’intenso colore del velo che indossa, simile ad un ridotto, nella gamma cromatica, arcobaleno . Il ritratto esprime una tale dolcezza e compostezza da estraniarsi totalmente da quel luogo di dolore.

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Proseguo la visita e mi soffermo su una foto di Alison Baskerville che ritrae l’abbraccio di una soldatessa ad un cane, compagno delle sue missioni in terra straniera. Il destino li ha portati a congedarsi nello stesso momento e lei ha scelto di tenerlo con se’ , forse per non dimenticare le atrocita’ vissute e perpetrate o per trovare conforto nei momenti in cui i ricordi diventano troppo feroci.
Conoscere e partecipare alla violenza della guerra segna indissolubilmente una persona e solo la forza dei legami piu’ intimi puo’ accarezzare l’animo e silenziare la mente.