“Perché non lo portate a Lourdes?” Lorenzo Amurri

Perchè non lo portate a Lourdes

Nel libro si definisce laico e semiateo, questo gli ha concesso un occhio obiettivo e critico nella narrazione del suo pellegrinaggio a Loudes, che altrimenti non avrebbe potuto avere. Ironico, realistico e fortemente umano perché le persone, con le loro storie, sono uno dei pilastri portanti della narrazione.

“Solo ora mi rendo conto di non aver colto la verità nascosta dietro le storie che mi è capitato di ascoltare. Forse nessuno crede davvero che possa accadere un miracolo, neanche chi possiede la fede, ma tutti, anche se non lo diranno mai apertamente, sono qui per questo. Ognuno nutre la speranza che sia lui il prescelto, e se succede ad un altro, la prima reazione non può che essere l’invidia. Anch’io, nell’immersione in acqua, devo ammettere di aver avuto una flebile luce di speranza accesa dentro. Nel mio caso, quasi una sfida: se davvero esisti, fammi vedere di cosa sei capace. Credo sia un desiderio talmente intimo e profondo, che si provi vergogna a raccontarlo, come un amore inconfessabile”. [pagg. 167-168]

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“Apnea” Lorenzo Amurri (Selezione LXVII Premio Strega 2013)

FanLibri

Per poter capire il mondo della disabilità bisogna ascoltare la testimonianza di chi, ogni giorno, vive questa condizione.
“Apnea” è la storia di Lorenzo Amurri, dell’incidente che lo ha portato alla tetraplegìa e di come la sua vita è cambiata. Una narrazione autobiografica senza filtri, con sincerità, ironia e sarcasmo, donando splendidi spunti di riflessione.

“”Ai tetraplegici gli funziona tutto in mezzo alle gambe, ai paraplegici in gran parte no”
“Io sono paraplegico o tetraplegico?”
“Tetraplegico Lo, tu sei tetraplegico”
Lo aveva detto con una certa soddisfazione. Quella parola mi faceva una certa paura, mi descriveva e mi collocava in un luogo da dove non sarei più uscito, come un ladro in galera, ma io non avevo rubato niente, al contrario ero stato derubato.
[…]
Era stata una frase dettata dal dispiacere, non sapeva cosa dirmi per farmi coraggio e gli era sembrata una grande notizia, una luce da seguire nel buio pesto che mi circondava. In effetti era un’ottima notizia, ma per capirne l’importanza, ci sarebbe voluto ancora molto tempo” (Pagg. 14/15)

E’ un libro che tutti dovrebbero leggere.