“L’eretico” Carlo A. Martigli

“6.  I comandamenti di ogni divinità, da oriente a occidente, contengono gli stessi princìpi e le stesse parole di amore, di libertà, di uguaglianza e di giustizia. I potenti e i tiranni hanno invece costruito un Dio a loro immagine e somiglianza , giudicatore e sterminatore, incline alla vendetta, pronto all’omicidio, disponibile al perdono soltanto a fronte dell’annientamento di chi ha commesso un errore. Questi uomini hanno bestemmiato il suo nome, e dovranno tremare se alla fine della loro vita la loro anima sarà pesata secondo il criterio di giudizio che gli hanno attribuito” (p. 481)

L'eretico

Ambientata tra Italia ed Istambul, inizialmente la narrazione risulta un pò lenta. Proseguendo però nella lettura ci si trova proiettati nella realtà di fine 1400, scoprendo che molte lotte del passato sono ancora presenti oggi, in un’eterna lotta tra bene e male.
La brama di potere può infervorare l’animo anche degli uomini di Chiesa che, troppo spesso, antepongono i propri interessi al bene comune.

“Risposte … già. Ma pensa a quanto sono belle le domande. Esse si aprono al cielo e schiudono l’animo, mentre le risposte tagliano loro la testa. Non è più bello aprire una porta invece che chiuderla?” (P.40)

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“Il cavaliere d’inverno” Paulina Simons

Il cavaliere d'inverno
(Costo nuovo: 5,95€ nell’ed. SONZOGNO Best Seller)

Nonostante le 700 pagine, la narrazione risulta sapientemente alternata tra Storia e sentimenti, scorrendo avvincente. “Il Cavaliere d’inverno” è ambientato a Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale, esattamente negli anni tra il 1941 ed il 1943, periodo in cui la città russa è sotto assedio tedesco. Non essendo un testo di studio, ma un romanzo, la Simons ha condito gli eventi storici con le avventure di Tatiana, della sua famiglia e, soprattutto, della sua storia d’amore con Alexander.
A “Il cavaliere d’inverno” seguono “Tatiana&Alexander” ed “Il giardino d’estate”, che al momento non ho ancora letto ma che sono invogliata a procurarmi il prima possibile…
Buona letura!

“… negli ultimi tempi sembrava addirittura che il tempo volasse senza che potessero far nulla per cogliere ogni attimo.
… non parlavano mai del futuro. Non volevano, non potevano parlarne.
… era come se entrambi non avessero né passato né futuro.” (p.527)

Spesso mi è capitato di avere la sensazione che il tempo volasse via, senza poter assaporare ogni attimo della mia vita, come se la mia volontà fosse rappresentata dalle mani aperte ed intente a raccogliere dell’acqua, come se la mia vita fosse una rete da pesca a maglie larghe, impreparata a contenere i piccoli attimi che mi accadono.