“L’eretico” Carlo A. Martigli

“6.  I comandamenti di ogni divinità, da oriente a occidente, contengono gli stessi princìpi e le stesse parole di amore, di libertà, di uguaglianza e di giustizia. I potenti e i tiranni hanno invece costruito un Dio a loro immagine e somiglianza , giudicatore e sterminatore, incline alla vendetta, pronto all’omicidio, disponibile al perdono soltanto a fronte dell’annientamento di chi ha commesso un errore. Questi uomini hanno bestemmiato il suo nome, e dovranno tremare se alla fine della loro vita la loro anima sarà pesata secondo il criterio di giudizio che gli hanno attribuito” (p. 481)

L'eretico

Ambientata tra Italia ed Istambul, inizialmente la narrazione risulta un pò lenta. Proseguendo però nella lettura ci si trova proiettati nella realtà di fine 1400, scoprendo che molte lotte del passato sono ancora presenti oggi, in un’eterna lotta tra bene e male.
La brama di potere può infervorare l’animo anche degli uomini di Chiesa che, troppo spesso, antepongono i propri interessi al bene comune.

“Risposte … già. Ma pensa a quanto sono belle le domande. Esse si aprono al cielo e schiudono l’animo, mentre le risposte tagliano loro la testa. Non è più bello aprire una porta invece che chiuderla?” (P.40)

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