Torino spiritualità 2015 – XI Edizione – “L’IMPASTO UMANO”

 

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Eccomi nel post “Torino spiritualità”, l’XI edizione per la città di Torino, la terza o forse la quarta per me.
Quest’anno ho partecipato “solamente” a tre incontri a pagamento (5 euro ognuno) all’Alfieri, al Gobetti ed al Carignano. Come sempre gli stimoli sono tanti, le idee che frullano per la testa sono innumerevoli e mi ritrovo a sentirmi diversa da quella che ero tre giorni fa. Lo so, siamo sempre un’evoluzione, differenti dall’istante precedente e da quello che verrà, ma in alcuni momenti mi sembra (e credo che sia una sensazione comune a molti) di essere acqua stagnante in perenne stasi, in un equilibrio rassicurante e snervante delle abitudini, culla sicura per non annegare nelle avversità ma anche trappola per la progettualità. In altri momenti invece, come adesso per l’appunto, mi sembra che il cambiamento sia lampante, evidente anche all’esterno e la mia mente è in fibrillazione. Per cui non potevo esimermi dal condividere parte del subbuglio emotivo che mi sta muovendo in questo momento.
Ammetto che, per il primo anno, ho anche però assistito ad un incontro che mi ha lasciato assolutamente interdetta per la mancanza tdi stimoli e, se la descrizione fosse stata in linea con lo stile dell’incontro, mi sarei con gioia evitata, come la parte di pubblico di cui ho sentito i commenti uscendo….Ma, andiamo per gradi …

Venerdì 25 Settembre, ore 20,30 – Teatro Alfieri (Piazza Solferino, 4)
“SCOPRIRE LA NATURALE LIBERTA’ DELLA MENTE” Sogyal Rinpoche
Considerando che ho lavorato fino alle 19,00 inoltrate, arrivare all’incontro puntuale (addirittura con 5 minuti di anticipo) è stato un vero successo, quasi un miracolo se si chiedesse un’opinione a chi mi conosce..
Le corse, i 10 minuti circa trascorsi per cercare un parcheggio per lo meno decente ed il ritrovarmi a mangiare cena ad incontro concluso sono stati piccoli sacrifici ampliamente ricompensati dalla splendida scoperta che è Sogyal Rinpoche, con la sua aura di serenità, la sua ironia e la chiara conoscenza che ha dell’argomento trattato. Purtroppo le quasi due ore di incontro sono insufficienti per la vastità degli argomenti che ha trattato.

Torino Spiritualità - 1

Ecco la descrizione dell’incontro, presente sul materiale informativo della manifestazione:
“Dotato del dono di presentare l’essenza del buddhismo tibetano in un modo tanto autentico quanto significativo per i nostri contemporanei, Sogyal Rinpoche crea un’atmosfera di calore, amore e visione profonda, come se parlasse direttamente al cuore di chi lo ascolta. I suoi insegnamenti sulla natura più intima della mente innescano una trasformazione durevole e restituiscono la fiducia necessaria per affrontare le sfide di ogni giorno. “
Non conosco così bene il Buddhismo tibetano per poter confermare che realmente abbia le doti di presentarne l’essenza (sicuramente, dopo l’incontro di venerdì, posso dire di essere intenzionata a voler approfondire il discorso) e confido che i tasselli che lui ha mosso, dando il la ad un’effettiva trasformazione in me, comportino un vero percorso durevole … .ma questo ve lo saprò dire solo più avanti …
Per il resto posso già affermare adesso e con estrema convinzione che il resto della descrizione è completamente veritiero …
Il teatro Alfieri era gremito di gente, tutti pendevamo dalle sue labbra, eravamo da lui contenuti con un abbraccio immaginario, come per sostenerci e per indirizzarci nel cammino dell’apertura della nostra mente e di una stabile serenità interiore. Assolutamente non serioso o “barboso”, ma divertente, ironico e completamente immerso nella realtà odierna, anche in quest’ Occidentale così lontano dal Tibet in cui è nato. Gli studi in Inghilterra, gli innumerevoli viaggi che ha fatto nei sui 68 anni, sicuramente gli hanno permesso di aprire la sua mente già portata ad essere aperta (guarda un po’… proprio il tema dell’incontro) e a contestualizzare argomenti che altrimenti rimarrebbero probabilmente anacronistici e poco utilizzabili.
Non è stato un incontro basato sull’indottrinamento al buddhismo, ma le innumerevoli persone presenti hanno testimoniato un’esigenza sempre più forte , quella di ricercare una pace ed una serenità che la religiosità con cui siamo stati cresciuti, e che non è riuscita ad andare al “passo con i tempi”, non riesce più a fornirci … lasciando inespresse molte esigenze e troppe domande non risposte

Sabato 26 Settembre, ore11,30 – Teatro Gobetti (Via Rossini,8)
“I FANTASMI DELL’INFELICITA’” Pietrangelo Buttafuoco

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Presentazione dell’incontro sul materiale informativo:
La cupa e infinita tristezza che deriva dall’afasia dei sentimenti: questo il “poco meno” che ci allontana dal divino, l’alito demoniaco che soffia infelicità sulla terra. La vera dannazione dell’uomo non sta infatti nel consegnarsi a piaceri e tentazioni, ma nell’incapacità di svuotarsi di sé, nel non sapere intraprendere l’abbandono come chi invece, poco meno che goccia, trova negli altri l’oceano.”
Nei tre/quattro edizioni di Torino Spiritualità, questo è il primo incontro che mi ha deluso, a fronte delle aspettative che avevo dopo aver letto la presentazione che vi ho riportato sopra.
Essendomi recata da sola all’appuntamento ho avuto modo di ascoltare i commenti degli altri spettatori, fin da subito (quando eravamo ancora seduti in platea) e non potevamo capacitaci che l’intervento fosse già concluso (non è arrivato ai 40 minuti) e che fosse terminato in quel modo.
Non sono in discussione le doti recitative di Buttafuoco, abile nell’interpretare il monologo, ma sicuramente hanno lasciato basiti la scelta del pezzo che non ha fornito punti di riflessione sui quali meditare e, anche ce ne fossero stati, l’incontro non è stato strutturato affinché si snocciolassero con Buttafuoco stesso, magari con ulteriori sue delucidazioni o potenziali quesiti da parte del pubblico. E’ entrato in scena, ha recitato il proprio monologo e se n’è andato. Neppure un inchino di ringraziamento, che mi sembra il minimo se intendi intervenire esclusivamente con un pezzo “teatrale”.

Domenica 27 Settembre, ore 15,00 – Teatro Carignano (Piazza Carignano, 6)
“L’ARTE” Alessandro Borgonzoni con Alessandro Vanoli

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“Nel parlare divino il dire coincide sempre con il fare: Dio dice «luce», ed ecco la luce. Dice «cielo», ed ecco il cielo. Il parlare degli esseri umani è diverso. Ciò che pronunciamo non prende forma e consistenza, non ha immediata relazione con le sue conseguenze: siamo noi a dover instaurare un nesso tra il detto e il fatto, così che le parole non siano vane. Questo è il nostro limite, il nostro “poco meno”, ma nella possibilità di scegliere quali nessi instaurare sta anche la possibilità di essere creatori. Anzi, di essere artisti.”
La dialettica di Bergonzoni è unica, come anche la sua capacità di “giocare” con le parole. Stimolante nel coinvolgere lo spettatore portandolo, divertendolo, a riflettere sull’arte che è in noi, sapendo toccare le corde giuste per spronarci a far schiudere il fiore degli artisti abbiamo “dentro”. Possediamo un lato creatore, quasi divino, non dobbiamo fomentare l’idea di piccolezza dinnanzi alla divinità, ma permetterci di lasciar respirare e traspirare il “Bene Uomo”, come bene artistico e creatore.

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