CARTOLINE DA BERLINO, considerazioni

Ogni volta che entro a Le Nuove mi ritrovo in una realtà parallela, in cui la mia mente viaggia nel tempo ed i luoghi si popolano, ciò che è stato riprende vita in tutto il suo significato. Mio nonno è stato partigiano ed io sono cresciuta, grazie soprattutto ai racconti di mia nonna perchè mio nonno è morto quando io ero ancora molto piccola, con una grande sensibilità per coloro che hanno lottato e sono morti per far si che noi ci si possa definire liberi. Di conseguenza desidero che ciò che è stato non venga dimenticato e che sia di esempio per le lotte per le ingiustizie odierne.
Oggi sono andata allo spettacolo “Cartoline da Berlino”, che si è tenuto al Museo Carceri Le Nuove (Via Paolo Borsellino, 3 – Torino). Lo spettacolo narra degli internati militari nei lager tedeschi. Vengono ricordati molti internati militari con stralci di lettere e diari ma, soprattutto, la storia ruota intorno ad Ettore IACOPI, il quale ha collaborato all’ideazione dello spettacolo e che interpreta se stesso sul finale della rappresentazione. Lo spettacolo è ben ideato: i fatti storici sono narrati in modo coinvolgente e commovente, alternando il tutto a momenti un pò più leggeri (musicali e non) per non appesantire il racconto e permettendo alla mente dello spettatore di allentare la tensione per prestare maggiore attenzione ai momenti più seri che seguono. L’idea della messa in scena all’interno del braccio femminile del carcere è stata veramente geniale, creando maggiore suggestione. L’unica nota dolente è stato il freddo; stare seduti un’ora e mezza all’interno di un carcere, in un locale non riscaldato, ha messo alla prova la mia bassa sopportazione alle temperature più rigide (…poi…si sa, noi donne siamo sempre troppo freddolose).
Gli attori della compagnia THEANTROPOS mi sono piaciuti, per lo più sono giovani, sono tanti ed hanno dimostrato buone capacità. Da Dicembre replicheranno “Cartoline da Berlino”, ma già dal prossimo fine settimana saranno in scena con un spettacolo di commedia dell’arte. Teneteli d’occhio, io mi informo su tempi e costi delle loro repliche…se il costo dei biglietti non supera i 10 euro, ve ne parlerò molto volentieri!

[Gli internati militari sono i soldati italiani catturati, rastrellati Terzo Reich nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione dell’Armistizio di Cassibile (8 settembre 1943). Dopo il disarmo, soldati e ufficiali vennero posti davanti alla scelta di continuare a combattere nelle file dell’esercito tedesco o, in caso contrario, essere inviati in campi di detenzione in Germania. Solo il 10 per cento accettò l’arruolamento. Gli altri vennero considerati “prigionieri di guerra”. In seguito cambiarono status divenendo “internati militari” (per non riconoscere loro le garanzie della Convenzione di Ginevra), ed infine, dall’autunno del 1944 alla fine della guerra, “lavoratori civili”, in modo da essere sottoposti a lavori pesanti senza godere delle tutele della Croce Rossa loro spettanti. Parliamo di 600 mila persone, persone che hanno detto NO, che vennero trattati come traditori all’interno dei lager e che, nelle pagine di storia che noi ricordiamo, non vengono pressochè ricordati.]

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