“Sulla MORTE senza ESAGERARE” al Teatro Vittoria per Concentrica

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Intero in serata: 10 euro
Intero in prevendita e ridotti in serata (Studenti, tesserati Teatro della Caduta, residenti dei comuni di Collegno, Moncalieri, Venaria, Valenza, Vercelli): 8 euro
Under 18: gratuito

La morte fa paura e parlarne è un tabù.
Ho visto nascere e crescere il progetto teatrale “Sulla morte senza esagerare”: l’idea è originale, l’argomento è trattato con sottile ironia ed al contempo con una delicatezza quasi sognate. Si sorride e si riflette .
La bravura degli attori è messa alla prova dall’impossibilità di utilizzare la plasticità  espressiva del volto perché indossano delle grandi maschere di cartapesta (ideate e realizzate con maestrìa da Ilaria Ariemme): ne escono sicuramente vincitori.
Accomodatevi sulla mano virtuale che i Gordi stanno porgendo e lasciatevi condurre nella magia del teatro.

Trailer “SULLA MORTE SENZA ESAGERARE”

Progetto HOUSING: il coabitare che arricchisce

housing_porta-palazzoLuoghi Comuni – Porta Palazzo

Sono trascorsi 10 anni da quando il Progetto Housing è nato. Dieci anni di attività che, per maggiore semplicità, potrei riassumervi numericamente: 53 sono i mq dei bilocali nei Luoghi Comuni Porta Palazzo,18 mesi è il termine massimo in cui si può occupare gli appartamenti delle due strutture di locazione temporanea, tot milioni di euro utilizzati per ristrutturare la nuova Residenza Temporanea di San Salvario , etc … Sicuramente vi fornirei certezza, precisione, stabilità. Ognuno di noi ne ha bisogno, figurarsi coloro che, per svariate motivazioni, si ritrovano a dover affrontare un’urgenza abitativa. A loro i numeri non bastano, hanno bisogno della certezza di un tetto sopra la testa e la stabilità di un luogo da poter chiamare casa, anche se “solo” per un anno e mezzo.

housing_san-salvario_cucina-comuneResidenza Temporanea: Cucina comune – San Salvario

Vi voglio invece parlare di storie, profumi, emozioni e sensazioni, ossia il carburante che ci permette di sopportare anche i periodi più difficili ed altalenanti grazie alla consapevolezza di non essere soli ; lo farò utilizzando i 5 sensi.
Sento ancora con nitidezza il profumo dei biscotti leggermente bruciati che proveniva dalla cucina comune nella Residenza Temporanea di Via San Pio V, preparati da una donna sudanese: lei ha trovato un nido in questa struttura, insieme al marito ed ai figli di 4 e 2 anni, i quali sono stati, affettivamente parlando, adottati dagli altri condomini e da chi gestisce la struttura.
Che bellezza la musica classica che si sente dal ballatoio di accesso ad alcuni appartamenti abitati da musicisti che utilizzano anche un locale della scuola dell’infanzia sottostante per fare le prove, tutti insieme, una volta alla settimana.
E’ accattivante la dolcezza nello sguardo della giovane ragazza laureata in architettura, di cui non ricordo il nome (i nomi si confondono nella testa … succede così quando conosco molte persone in un breve lasso di tempo , mi focalizzo su un paio di nomi e tutti gli altri sono emozioni “innominate”), lei è una delle prime ad aver fruito del progetto di coabitazione nelle case popolari della ATC. Per lei la coabitazione non è stata una scelta obbligata, dovendo lasciare la residenza universitaria, ma consapevole, grazie al suo essere socialmente attiva nel corso di studi con progetti migliorativi anche per la vita di chi le sta accanto.
Riassaporo il piacere del pezzetto di pizza gustato durante il confronto con i gestori della Residenza Temporanea di Porta Palazzo, consapevole della passione che accompagna chi ha scelto questo lavoro e lo svolge come una missione piuttosto che come solo sostentamento.
Il calore delle mani che ho stretto è giunto dritto al cuore, accompagnato dalle frasi dolci e accoglienti che , pur nella discordanza di diverse realtà, trasformano in condivisione questo tratto di strada da percorrere insieme .
Nel salotto comune della realtà abitativa di Via Priocca l’accoglienza si apre anche verso gli autoctoni e vengono organizzati eventi aperti a tutti : spettacoli teatrali, concerti e reading , c’è una libreria comune che “vive” grazie al bookcrossing.

Progetto Housing: da necessità, virtù.

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Residenza Temporanea – San Salvario

I 10 anni di Housing

Facebook non è solo cazzeggio, selfie più o meno improbabilli o quant’altro di poco impegnativo ci possa essere per rallentare e rallegrare il vorticare dei mille pensieri che scaturiscono dagli impegni e dalle scadenze quotidiane.
Facebook è anche una finestra verso un mondo che potrebbe interessarci ma al quale,  per le più disparate motivazioni, non approdiamo autonomamente.  Ed è così che ho scoperto “HOUSING una nuova cultura dell’abitare”, arrivata quest’anno alla sua decima edizione.

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L’evento viene così descritto nella pagina a lui dedicata:
“Il Programma Housing della Compagnia di San Paolo è nato nel novembre 2006 per rispondere con progetti innovativi alla domanda abitativa di chi si trova in una situazione temporanea di vulnerabilità sociale ed economica e contribuire quindi alla definizione di una nuova cultura dell’abitare.”

Uno splendido incipit che mi spinge a voler conoscere da vicino il progetto, partecipando alla due giorni in programma per l’1 ed il 2 Dicembre.

IMPRO Lightbox Anteprima Festival Istantaneo 2016 – Cecchi Point

cecchipoint-impro-ligtCosti biglietti: 10€ intero; 7€ ridotto (under 18, over 65, studenti, prenotazione via mail entro le ore 18 del giorno di spettacolo); 5€ ridotto residenti Aurora
Biglietti disponibili su: http://www.quntatinta.it
CECCHI POINT – Via Antonio Cecchi 17, Torino

Improvvisare non è facile: ci vogliono una buona preparazione tecnica e delle doti innate, chiaramente non insegnabili. I ragazzi di Quintatinta le hanno entrambe e, ogni volta che ho avuto il piacere di assistere ad una loro performance, le risate sono nate fragorose e spontanee.
Lo spettacolo di questa sera è una variante all’interno dell’improvvisazione a cui non ho ancora mai assistito, ma sono curiosa di scoprire le novità che porta con sè.

Il Cecchi Point è una bella realtà, molto attiva nel seguire le novità artistiche, occupandosi anche dell’organizzazione dei corsi per gli “addetti ai lavori” e tutto riuscendo ad offrire una buona rosa di proposte a costo contenuto.

In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra – Mostra fotografica

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Biglietto mostra: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Ingresso gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei

Parita’ di diritti e diversità di genere.
L’uomo e la donna sono anatomicamente diversi, e’ chiaro, ma questa diversita’ non deve trasformarsi in un alibi per precludere le stesse opportunita’ a parita’ di merito. Tale imput viene pero’ strumentalizzato e utilizzato in modo provocatorio da alcuni , troppi, uomini che scandiscono la frase coult “Hai voluto la parita’? Ora arrangiati”, che assume un sentore minaccioso ed e’ utile per defilarsi da situazioni critiche.
Io, comunque, insisto nella mia, ritengo legittima, “pretesa” : “Parita’ di diritti a parita’ di meriti”
E’ semplice: nessuno negherebbe un aiuto ad una persona non sufficentemente alta a raggiungere un oggetto altrimenti inacessibile se non con l’ausilio dei giusti strumenti. (Diversità fisica)
Similmente pero’, se ci serve una traduzione ben fatta , ci affidiamo al miglior traduttore sul mercato, indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiche e genetiche. (parità di diritti)
Sono donna, sono fermamente convinta che ci debba essere parita’ di opportunità tra sessi e aborro la guerra e la violenza in genere.
Con questo spirito mi sono avvicinata alla mostra fotografica “In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra” esposta a Palazzo Madama, prorogata fino al 16 Gennaio 2017.
Una catena di riflessioni, supportate anche dalla lettura dell’ottimo libro di Michela Murgia “Ave Mary” (di cui presto vi parlero’)stimolano la mia sensibilita’ di donna emancipata e purtroppo conseguentemente discriminata, occupando i miei pensieri.
La mostra espone i lavori di 14 donne fotoreporter, 14 storie diverse, 14 modi di fotografare e narrare la guerra, in una visione geografica e ancora piu’ intensamente umana.

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Camille Lepage, nata nel 1988 e morta , sul campo, il 12 Maggio 2014 all’eta’ di 26 anni: e’ sua una delle foto che mi ha più colpito. In primo piano il profilo di una giovane donna africana: il colore della pelle forte e vitale si armonizza all’intenso colore del velo che indossa, simile ad un ridotto, nella gamma cromatica, arcobaleno . Il ritratto esprime una tale dolcezza e compostezza da estraniarsi totalmente da quel luogo di dolore.

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Proseguo la visita e mi soffermo su una foto di Alison Baskerville che ritrae l’abbraccio di una soldatessa ad un cane, compagno delle sue missioni in terra straniera. Il destino li ha portati a congedarsi nello stesso momento e lei ha scelto di tenerlo con se’ , forse per non dimenticare le atrocita’ vissute e perpetrate o per trovare conforto nei momenti in cui i ricordi diventano troppo feroci.
Conoscere e partecipare alla violenza della guerra segna indissolubilmente una persona e solo la forza dei legami piu’ intimi puo’ accarezzare l’animo e silenziare la mente.

“La soavissima discordia dell’amore” Stefania Bertola

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Romanzo leggero, scorrevole e simpatico.
La Bertola, come sempre, ambienta i suoi libri a Torino ed a me piace tantissimo coccolarmi nell’idea di immaginare i vari personaggi in luoghi che ho già visto e che, magari, conosco bene. Le quattro protagoniste hanno problemi che ognuna di noi potrebbe avere: l’essere tradita, il subire bugie, clienti problematici. Non manca però il lieto fine, ma è lontano dall’essere stucchevole, impossibile, da “ vissero tutti felici e contenti”. Ha la dote di far pensare “Beh, potrebbe succedere anche a me … “
Una storia inventata con la capacità di rendere realistico il rosa dell’ottimismo.