Il palazzo con il piercing

Sono atea, ma amo visitare le chiese, le ritengo dei musei dall’accesso gratuito (..a parte qualche rara eccezione…). Molte contengono dei veri e propri tesori artistici ed è per questo che ve ne voglio parlare singolarmente, ma non oggi.

Un giorno parlando con un’amica della Chiesa del Corpus Domini, che affaccia sull’omonima piazzetta a Torino, raccontando che bella scoperta fosse stata per me, la mia interlocutrice, non essendo certa di aver capito di quale chiesa stessi parlando, mi ha chiesto: “E’ quella di fronte al palazzo con il piercing?”
Lo so…a domanda non si risponde con un’altra domanda, ma è stato più forte di me: “Palazzo con il piercing?”, ho chiesto. E allora me l’ha descritto e mi ha detto come riuscire a vederlo, perchè proprio non avevo idea di cosa stesse parlando.
Dal momento che la chiesa del Corpus Domini mi piace molto, ci vado spesso. Alla prima occasione mi sono piazzata di fronte alla faccia, con il viso rivolto verso il comune ed ho alzato lo sguardo.

Palazzo con il piercing 1

Ed ecco il piercing: grande ed importate, proprio lì sull’angolo. Se non erro rimane all’altezza del 2° piano sopra i portici e, se non ci si sofferma per guardarlo, non è a “portata d’occhio”
Quindi sono andata a fare una ricerca su internet ed ho scoperto che è un’installazione del 1996, inizialmente “nata” come temporanea, ed è il frutto della collaborazione tra l’architetto Corrado Levi e il collettivo Cliostraat.

Il suo vero nome è “Baci Urbani“. Particolare, suggestivo, ma vorrei capire cos’ha ispirato Levi ed il Collettivo per creare un’opera così. Magari riuscirò a scoprirne il perchè e ve lo racconterò😉

Quando Crema chiama…

Sono salita in macchina da Almenno San Salvatore per raggiungere il castello-palazzo Visconti di Brignano Gera d’Adda. Questa volta il navigatore mi ci stava portanto (il mio rapporto con la tecnologia non è così tremendo…ogni tanto gli apparati tecnologici che utilizzo fanno ciò che voglio io😉 ), ma le indicazioni stradali mi hanno condotto altrove. Mi spiego meglio…al primo cartello per Crema ho pensato “mmmm Crema, chissà com’è”; al secondo cartello ho pensato “Dalla cartina non mi sembrava che Crema fosse così vicina”; al terzo cartello ho iniziato a chiedermi se Crema facesse provincia a se o se fosse sotto Cremona (la mia ignoranza a livello geografico è veramente disarmante, che riesco a ridurre viaggiando. Giustappunto, adesso so con certezza che Crema è in provincia di Cremona😀 ); al quarto cartello, ad una decina di minnuti da Brignano Gera d’Adda, ho deciso di girare per Crema e di staccare il navigatore.
Purtroppo questa dievazione ha contemplato un incremento del viaggio di circa mezz’ora, ma quando Crema chiama non si può ignorare la chiamata.
In zona centro tutti i parcheggi sono a pagamento, pari ad 1 euro/ora, ed io, in una botta di ottimismo, metto nel parchimetro 3 euro e mi incammino verso il centro. E ciò che vedo mi piace molto (adoro i chiostri ed l’angolo che vedo per primo dei portici che affacciano sulla piazza del Duomo hanno un non so che di chiostro).

Crema 3

E la facciata del Duomo è veramente stupefacente.

Crema 4

Purtroppo però il Duomo è chiuso, per cui mi sono seduta su una delle panchine sotto i portici e ne ho approfittato per mangiarmi i panini che mi sono fatta nel B&B (questo aspetto dei miei 3 giorni a zonzo al risparmio non lo avevo affrontato…i 25 euro a notte con prima colazione si sono trasformati in una mezza pensione perchè Cinzia, la titolare della struttura, è particolarmente generosa nel fornire le cibarie per la colazione, sia con il dolce che con il salato. Essendo io un’italiana doc, per me la colazione è rigorosamente dolce e pertanto ho sfruttato il pane ed i salumi forniti da Cinzia per farmi i panini per i pranzo) gustandomi con il palato ciò che mangiavo e con gli occhi ciò che guardavo.
Visto che, nonostante il pranzo, il Duomo continuava ad essere chiuso, mi sono incamminata per quella che mi è parsa la via principale del centro storico. Tutto chiuso e la via è una strana via di mezzo tra una via “normale” ed una via da centro storico. Uno strano “ne carne e ne pesce”.
Mi fermo in un bar, prendo una crema al caffè, ne approfitto per controllare su internet un paio di informazioni sulla città e, quando vado a pagare, chiedo al barista “Sono una turista, cosa mi consiglia di visitare a Crema?”.
Lui, candidamente, mi risponde “A Crema non c’è nulla da vedere”
Probabilmente, vedendo l’espressione un pò interdetta che si è dipinta l mio volto, si sente in dovere di specificare che Crema non è una città turista.
Gli chiedo delucidazioni sul museo civico di cui ho letto mentre mi bevevo la crema al caffè e lui mi ha fornito delle informazioni molto stringate per raggiungerlo, come se non ne valesse realmente la pena di andare a visitarlo.
Pago, lo ringrazio e seguo le sue dritte (…ho ancora più di due ore di parcheggio pagate e non voglio farmi demoralizzare…) ma, in effetti, ciò che vedo mi dice che mi ha detto il barista non era propriamente sbagliato.

Crema 5

Pochissima gente in giro e credo che siano tutti residenti.
Prima di arrivare alla svolta a destra per il museo, mi ritrovo a sinistra la piazza del Duomo, che adesso risulta aperto. Allora giro a sinistra. Così come è sontuosa e ricca la facciata, l’interno è povero e semplice: lontano dall’idea che si può avere di un Duomo. Sono atea ma, prima di percorrere la navata di destra per poi ritornare all’ingresso da quella di sinistra, mi piace sempre sedermi in uno dei banchi al fondo della chiesa per poter osservare l’altare, i soffitti e gli affreschi con la visuale per cui sono stati studiati e creati, quella del credente. Di norma, così seduta, ne approfitto anche per riflettere un pochino. GLi ambienti sacri, per lo più, mi aiutano a conciliare alcuni pensieri. Alcune volte tiro addirittura fuori il block notes che tengo sempre in borsetta e scrivo qualche appunto. Qui non succede, come se ci fosse qualcosa che stona. E’ la prima volta che una chiesa non mi porta ad innalzare i miei pensieri ma, anzi, sembra li voglia inaspettatamente e saldaemnte ancorare alla terra. L’unico aspetto che rapisce la la mia attenzione è la finestra circolare posta sopra l’altare che, grazie ai vetri colorati, raffigura una colomba. Beella ma, anche in questo caso, le mie emozioni non iniziano il loro virtuale volo.

Esco e mi dirigo verso la macchina. Guardo il cellulare ed è trascorsa solo un’ora: ho esagerato con il pagamento del parcheggio. Ma, a questo punto, vuol dire che ho ancora tempo per un’altra tappa prima di toranare al B&B.

Almenno San Salvatore: meta mai raggiunta

In effetti la cittadina di Almenno San Salvatore l’ho raggiunta, non il centro però, tantomeno  le quattro chiese che fanno parte del Parco Romanico, compreso nel territorio del Sistema Culturale Lemine che riunisce i paesi di Almenno S. Bartolomeo e Almenno S. Salvatore, Barzana, Brembate Sopra, Palazzago e Roncola S. Bernardo. Da ciò che ho letto, dovrebbe essere una meraviglia, ma il navigatore proprio non ne ha voluto saperne di portarmici. Mi sono pertanto affidata alla micro cartina a mia disposizione,  ma nulla..mi sono spazientita dopo una decina di minuti (effettivamente la pazienza non è una dote che ho per natura) e mi sono rimessa alla guida puntando alla tappa successiva: il castello-palazzo Visconti di Brignano Gera d’Adda.
Uffa, peccato.

A San Pellegrino Terme o te lo puoi permettere o…

Oggi è stato un “on the road”  molto diverso dal previsto;  principalmente perchè le prime tappe non sono state impegnative quanto previsto.
La prima tappa è stata a San Pellegrino Terme.

San Pellegrino Terme
Quando sono partita da Torino ero completamente inconsapevole che fosse in Valle Brembana. Ieri però, poco dopo il mio arrivo nelle fresca vallata bergamasca, ho scoperto, oltre alla sua ubicazione geografica, che San Pellegrino è la “casa” di un centro QC Terme (…il nome della città è abbastanza esplicito in tal senso…ma, conoscendola solamente come San Pellegrino, l’ho sempre e solamente ricondotta alla famosissima azienda di bevande…) e di un Casinò.
Sono venuta qui consapevole di recarmi in una località montana e quindi sono sprovvista di costume. Il mio budget per il viaggio non mi permette assolutamente di acquistarne uno nuovo (…figurarsi pagare l’ingresso ed i servizi delle Terme, per non parlare del Casinò!). Non so come, però, mi sono fatta attrarre dalla descrizione di “cittadina Liberty” ed ho iniziato così la mia giornata da turista della provincia bergamasca.
E’ una cittadina carina, con un dicreto andirivieni di persone (ho avuto però la sensazione che le persone che incontravo per strada erano: residenti/villeggianti della zona oppure avventori delle Terme o del Casinò). Mi hanno colpito principalmente le montagne che la incorniciano, senza però trovarvi le abitazioni tipiche da paese montano (quelle a cui sono abituata io…giusto per intenderci, come quelle che ci sono a Bardonecchia o a Oulx).
E’ sempre una questione di aspettative, più sono grandi più è facile disattenderle. E questo giro mi lascia un pò l’amaro in bocca.
Allora sono risalita in macchina pronta a dirigermi verso la prossima tappa: Almenno San Salvatore.

Diario di un viaggio

Dire che non ho grandi disponibilitá economiche sarebbe comunque un eufemismo.
Per questo motivo mi ero messa il cuore in pace a trascorrere completamente le mie ferie a casa.
Mi sono fatta i conti in tasca più e più volte per cercare di capire a cosa potessi rinunciare per potermi allontare almeno qualche giorno e staccare realmente da quella quotidianità che attantaglia buona parte delle mie energie, dei miei pensieri e della mia immaginazione. Ma nulla.
Fortunatamente ho delle conoscenze sparpagliate un pò ovunque ed una di queste, che abita in Val Brembana (provincia di Bergamo), mi è venuta involontariamente in soccorso rinnovandomi il suo invito a venire a trovarla e mi ha girato alcuni contatti di B&B. Fortunatamente uno di questi ha una singola libera per un paio di notti nei giorni che mi interessano e con un costo molto allettante: 25 euro a notte. Ne approfitto e prenoto la mattina prima della partenza. L’organizzazione dell’ultimo momento è una costante di quasi tutti i miei viaggi, che ci posso fare🙂
Allora si parte per l’avventura del “Fuori dal Piemonte: cosa si fa con pochi soldi“.

Val Brembana cartina