uomo-vitruviano

Annunci

“Io e la Chiari … con il sole alle spalle” Riccardo Gramola

Parliamo di disabilità. Ritengo la definizione “diversamente abili” una zona di conforto dell’essere politicamente corretti di coloro che parlano di una situazione che, non appartenendo loro, non possono conoscere.
Se non cammino, se non vedo, o se non possiedo qualsiasi altra capacità, il fatto che io sia bravo a fare altro non mi permette di camminare, vedere o quant’altro. Quindi non ci raccontiamo menate: se ho una disabilità, ce l’ho punto e basta. Non bisogna cambiare il nome alla situazioni, bisogna fare in modo che non siano un peso maggiore rispetto a quello che la condizione stessa comporta. Il disabile, onde abbia le facoltà per farlo, ha il sacrosanto diritto di cercare il proprio percorso in relazione a ciò che sa e può fare , potendo usufruire delle condizioni per poterlo attuare. Ma questo vale anche per i normodotati: se non sai cantare, recitare, disegnare, …, non ti accanire, fai altro. Cerca ciò che sai fare e fallo.

Ci sono disabilità e disabilità.
Purtroppo, nella società dell’apparire, ce l’hai solamente se è palesemente visibile. Se sei su una sedia a rotelle, sei senza un arto, o via discorrendo, scatta in automatico il pensiero: “poverino”. Per tutti gli altri, però, empatia zero. Se hai un importante mal di testa cronico che non ti dà tregua, non importa perché non si vede; se hai perso la sensibilità tattile ad una mano: “cosa importa? Usa l’altra!”.

Io e la Chiari...

“Io e Chiari … con il sole alle spalle”, parla del percorso di Riccardo Gramola, malato di Chiari 1, del suo post operatorio, del duro allenamento per poter fare un tratto del Cammino di Santiago, dei 300 km percorsi in solitaria, raccontati in un divertente diario. Si, anche divertente. Non tutti i malati diventano tristi o, per lo meno, non sempre.
Quando qualcosa viene negato, canalizzando in modo giusto le proprie energie e con i giusti affetti al proprio fianco, si possono ottenere grandi risultati. Si può essere caparbi, forse fin troppo, lavorando molto per raggiungere ciò che si desidera. Riccardo è proprio così, un malato caparbio, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
Se tu sei normodotato ma ti focalizzi un po’ troppo su ciò che non hai, lamentandotene eccessivamente, leggi “Io e la Chiari … con il sole alle spalle”. Imparerai qualcosa sulla malformazione e la sindrome di Arnold Chiari e, magari, verrà voglia anche a te di lavorare per raggiungere il tuo scopo, il tuo sogno.
Perché tutti sogniamo .

Torino Spiritualità 2017 ed i suoi volontari

Torino spiritualità 2017 B

Torino Spiritualità è piena di volontari, veramente piena. Non ricordo una presenza così massiva gli anni scorsi. La mia memoria è diventata un colabrodo? Erano nascosti come i topolini di Cenerentola, pronti a saltar fuori solo nel momento del bisogno? O magari ce n’erano effettivamente di meno? Sono quasi tutti giovanissimi e mi piace vedere i Millennials all’opera in un evento come questo. Mi fa ben sperare che il pessimismo che ogni tanto mi colpisce , quello che mi fa pensare che le nuove generazioni prediligano la vita virtuale a quella reale, non è propriamente fondato o comunque non sempre.
E’ anche grazie a loro, al loro lavoro volontario e non retribuito, che una manifestazione come Torino Spiritualità può esistere, come tantissimi altri eventi, per non parlare di innumerevoli servizi. Ripenso agli anni che ho dedicato al soccorso e all’assistenza in ambulanza, prima in Croce Bianca e poi in Croce Rossa. Ho incontrato persone splendide ed ho fatto esperienze indicabili.
Sarebbe bello però vivere in un Paese in cui si può scegliere il lavoro dei propri sogni, potendo basare su di esso il proprio sostentamento, vivere in un Paese in cui lo spirito di iniziativa e la buona volontà non vengano sfruttati.
Ammetto però che è anche bello vivere in un Paese in cui si ha ancora voglia di mettersi in gioco per migliorare la vita di tutti, indipendentemente dal tornaconto personale, soprattutto se non c’è alcun tornaconto.

“Amore, prozac ed altre curiosità” Lucìa Etxebarrìa

Amore, prozac ed altre curiosità

“A volte, non so, mi sento come il pezzo di un puzzle che si è ritrovato per errore nella scatola sbagliata. Non trovo il mio posto” (p. 107)

La narrazione ruota attorno a tre sorelle, voci narranti e protagoniste di una storia che le coinvolge allo stesso modo, ma anche in modo differente perché ognuna ha una sua percezione di ciò che accade. Caratterialmente molto lontane e questa diversità è amplificata dalle esperienze fatte, che le ha portate anche ad ampliare la distanza che le separa.
Chi ha la fortuna di avere dei fratelli o delle sorelle può capire tale situazione; non è facile coltivare, accudire ed alimentare rapporti affettivi con persone diverse da noi, con le quali si è molto legati ma che magari non si sarebbero scelte spontaneamente per condividere l’intero percorso della propria vita. C’è però una base che ci accumuna e per coglierla basta fermarsi un attimo ed aprire il cuore senza lasciarsi sopraffare dalle incomprensioni.
Bello, da leggere 😉

“… cosa cazzo ci faccio qui? Non parlo solo di questa cella senza sbarre, parlo di una vita senza punti fermi, senza moventi o alibi, senza pretesti o scuse, senza obiettivi, senza intenti, senza ideali. Se io morissi in questo stesso istante a chi rivolgerei il mio ultimo pensiero? Quale ricordo deciderei di portarmi dietro? Mi costerebbe molto lasciare tutto ciò?” (p. 204)

…imparare salutando l’estate dal Borgo Medievale del Valentino

 

Oggi Torino saluta l’estate con diversi appuntamenti disseminati sul territorio cittadino.
Fortunatamente la vita mi ha regalato affetti che comprendono ed assecondano le mie passioni e noi, l’estate, l’abbiamo salutata dal Borgo Medievale del Valentino.

Borgo Medievale Valentino 1

Centro nevralgico della nostra giornata è stata la visita guidata al Borgo, una delle tante organizzate per la giornata odierna dall’associazione Piemonte Medievale  e tenute dai suoi stessi volontari. Noi siamo state fortunate e la nostra guida è stata Simone Caldano , presidente di Piemonte Medievale. Pur essendo una grande patita di storia medievale e con un passato da rievocatrice, non conoscevo Simone e solo oggi ho potuto rimanere affascinata dalla sua grandissima preparazione e dalla sua capacità di comunicare con grande chiarezza le informazioni a sua disposizione. Peccato soltanto per le troppe persone presenti nel gruppo, aspetto che ha reso difficoltoso, in alcuni momenti, sentire la voce di Simone.

Borgo Medievale Valentino 2

Fatto sta che, nonostante la mia passione per il Medioevo e la discreta conoscenza che ho di Torino e della sua storia, la visita guidata è iniziata con un’informazioni shock: il Borgo e la Rocca sono un falso storico in quanto la costruzione del complesso risale solamente alla fine del XIX secolo. Nella commissione incaricata dello studio e della progettazione spicca il nome dell’architetto Alfredo D’Andrade.
… un falso storico … scoprirlo così, come se fosse ovvio e risaputo da tutti, tranne che da me. Che smacco.
Questo non toglie niente alla bellezza ed alla suggestione del luogo, che io apprezzo particolarmente. Fatto sta che non me l’aspettavo proprio.
Ammetto però che arrivare alla mia età e riuscire ancora a stupirmi per ciò che imparo è veramente un piacere.
E penso a ciò che mi disse una volta G., punto di riferimento del mio passato e, pur lui non immaginandolo neppure, anche del mio presente: “è valsa la pena vivere una giornata solo se, alla sera, puoi dire di aver imparato qualcosa”…
Beh, ne è valsa la pena ….