“Il pianeta dei bruchi” Ken Follet

Il pianeta dei bruchi_ken follet

Sono già abbastanza grande da non credere più alle favole, ma non saró mai abbastanza grande per smettere di sognare.
Ken Follet ne “Il pianeta dei bruchi” ricalca il valore originario delle storie, che, pur essendo edulcorate da personaggi fantastici ed ambientazioni surreali, fanno riflettere ed hanno qualcosa da insegnare, ad ogni età.

“Sotterraneo” Alessandro Ebuli – Eretica Edizioni

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Inizialmente ero poco convinta di ciò che stavo leggendo perchè le parole non “pizzicavano” con intensità alcuna mia corda; ma poi, a pagina 13 con “Canto nell’anima”, qualcosa ha iniziato a risuonare, come se le pagine precedenti fossero state per me una sorta di “accordatura”.

“…
Vestimi di luce ambrata
mostrami la strada
senza ch’io possa perdermi
cosicchè possa ritrovarti
…”
(“Canto nell’anima” A. Ebuli)

… parole come dolce espressione del bisogno che ognuno di noi ha di sentire al proprio fianco qualcuno che lo accudisca premurosamente …

“…
prendi la mia mano e seguimi,
allontana la paura.
Ti porterò laddove la felicità
sa innalzarsi sovrana,
laggiù ove i nostri corpi
muoveranno silenziosi
oscillando al ritmo della melodia
di antichi strumenti.
Quando capirai di essere al sicuro,
solo allora
saprai abbandonarti
alla libertà
della conoscenza,
solo allora
stringerai la mano della srenità
solo allora
farai pace con la tua integrità
solo allora
sarà felicità.”
(“La scoperta” A. Ebuli)

Almeno una volta nella nostra vita abbiamo desiderato trovare la Persona preposta a stare al nostro fianco, allegerendoci dalle fatiche con premura e risolutezza al tempo stesso. Non credo però che tale speranza possa essere lo Scopo della nostra esistenza.
La strada è tortuosa, accidentata, e percorrerla in piena autonomia è un’impresa veramente ardua e, a volte, dolorosa, ma non possiamo permetterci di fermarci senza imboccarla, nell’attesa che qualcuno arrivi in nostro soccorso.
Intraprendiamola, anche se cautamente, perchè questo ci permetterà di conoscere veramente noi stessi, facendo ricchezza delle nostre forze e delle nostre debolezze … è possibile che la Persona designata ad accompagnarci ed alleggerirci sia solo un pò più in là ad attenderci per accoglerci nella sua vita …

“La rivoluzione del coniglio”: una rivoluzione alla portata di tutti.

 

La rivoluzione del coniglio 1

Non è necessario essere buddisti, omosessuali o avere un’importante malattia per leggere “La rivoluzione del coniglio” di Antonello Dose. Bisogna però essere curiosi e predisposti ad accogliere a cuore aperto la storia di un uomo, con la sua personale rivoluzione.
E’ arricchente l’opportunità di immergersi in un libro, soprattutto quando narra una storia vera, e scoprire pensieri e riflessioni che mi appartengono, seppur vivendo una situazione completamente diversa rispetto all’autore. Trovare punti di contatto nella diversità è la dimostrazione che l’uguaglianza, intesa come omologazione statica di caratteristiche stereotipate, è il rassicurante giardino di chi cerca certezze nelle apparenze.
E’ stupefacente crescere grazie al confronto, come il sentire risuonare lo spirito nella comunione di intenti.
Vi invito alla lettura de “La rivoluzione del coniglio” con animo attento e privo di pregiudizi . Scoprirete che, affrontando consapevolmente le avversità della vita, possiamo collaborare alla costruzione di un mondo nuovo, dove l’uomo può vivere la quotidianità con benignità.

“Quando la nostra determinazione cambia, tutto comincerà a muoversi nella direzione che desideriamo. Nel momento in cui decidiamo di essere vittoriosi, ogni nervo e fibra del nostro essere si dirigerà immediatamente verso il nostro successo. Se invece pensiamo che “non ce la farò mai” allora, in quell’istante, ogni nostra cellula sarà come svuotata e soccomberà” (“La rivoluzione del coniglio” Antonello Dose – Mondadori pagg. 114/115)

“Saturno contro” Ferzan Ozpetek: tradimenti, cambiamenti, separazione…in amicizia ed amore

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É difficile crescere e maturare, adattandosi  al mutare delle relazioni pur rimanendo talvolta ancorati a certezze che non sono piú tali, quando siamo proprio noi la prima causa.
Intenso,  a tratti triste e malinconico, il film di Ozpetek presenta uno  stralcio di  realtà che può coinvolgere ognuno di noi. La malinconia, la tristezza e la rabbia possono entrare a far parte del nostro quotidiano, spesso a nostra insaputa.                                          Ci troviamo quindi nella situazione di dover accettare e poi allontanare questa parte oscura della mente sapendo che affrontare questa prova  è un percorso obbligato per mantenere o raggiungere la nostra serenità. Non siamo noi a scegliere, questi mutamenti si presentano e si impongono fronteggiandoci a viso aperto, a noi spetta il compito di non arrenderci e  muoverci in modo tale da utilizzare questi impulsi alla ricerca di una  nuova stabilità.